Dall’Independent, 15 febbraio 2007

Douglas Harding

Scrittore mistico geniale

Douglas Edison Harding, scrittore e filosofo: nato a Lowestoft, Suffolk 12 febbraio 1909; sposato due volte (due figli, una figlia); morto a Necton, Suffolk 11 gennaio 2007

Se volessimo l’esempio di un giovane non disposto ad accettare l’estremo condizionamento religioso in cui è cresciuto, è difficile trovarne uno più lampante di Douglas Harding. Nonostante le lacrime e le implorazioni, egli lasciò la setta cristiana integralista della sua famiglia, per intraprendere un lungo viaggio di esplorazione del Sé.

Il risultato, 20 anni dopo, fu un lavoro innovatore di filosofia, The Hierarchy of Heaven and Earth: A New Diagram of Man in the Universe—L’Ordinamento del cielo e della terra. Un nuovo diagramma dell’uomo nell’universo (1952). C.S. Lewis scrisse una prefazione entusiasta; il libro è ancora in stampa.

Douglas Harding nacque a Lowestoft nel 1909 nell’“Esclusive Plymouth Brethren”, I Fratelli Esclusivi di Plymouth, una comunità in cui erano proibiti o disapprovati i giornali, i romanzi, il teatro, il cinema e addirittura ridere. Mentre studiava architettura a Londra, affrontò i Fratelli con una tesi di 10 pagine di obiezioni. Fu immediatamente scomunicato. Non riprese mai più contatto con la famiglia.

Ospitato da una Sorella, dovette subito andarsene. Senza un soldo dai suoi genitori, trovò un alloggio più economico, ma la padrona di casa, anche lei una Sorella che aveva sentito parlare della sua apostasia, gli disse che era alleato con il diavolo.

Harding superò gli esami con il massimo dei voti, e cominciò a fare l’architetto, prima a Londra e poi in India, dove fu assunto dai Royal Engineers (Ingegneri Reali) durante la seconda guerra mondiale. Ma era sempre spinto dalla questione ardente “Chi sono io?” Fin dall’infanzia era consapevole della meraviglia e del mistero dell’esistenza e riteneva che non indagare su chi di fatto la viveva, significasse sprecare la vita. Se fosse stato in errore riguardo al “Centro”, allora sarebbe stato in errore su tutto. Indagando su tutto ciò che non può essere verificato dall’osservazione diretta e non accettando niente sulla parola, cominciò con l’atteggiamento di uno scienziato e finì con le comprensioni profonde di un mistico.

Un momento chiave della sua indagine fu la scoperta di un disegno del fisico e filosofo austriaco, Ernst Mach (considerato da Albert Einstein “il predecessore della Relatività”). Un autoritratto, ma non come visto allo specchio. Mach disegnò ciò che realmente vide dalla sua prospettiva; piedi, gambe, mani, braccia e torso, senza faccia o testa. Harding si accorse che era come anche lui si vedeva se si guardava obiettivamente, con l’innocenza di un bambino. Invece della testa, era come avere l’universo sulle spalle. Descrisse quest’esperienza curiosa nel libro On Having No Head—La via senza testa…..1961), adesso considerato un classico spirituale: “Avevo perso la testa e guadagnato il mondo.”

Questa percezione divenne il nocciolo dell’intero Ordinamento. Harding aveva un dono per sviluppare e argomentare la sua visione e per creare un collegamento con le comprensioni dei più grandi filosofi, poeti, mistici e scienziati, e il libro diventò così lungo da non essere pubblicabile. Harding mandò, allora, una versione abbreviata a C.S. Lewis, che dopo si rimproverò del fatto che “questa bomba celestiale potesse rimanere inesplosa sulla sua scrivania per tanti mesi”. Scrisse all’autore:

“Accidenti, questo libro mi ha ubriacato, ubriacato fradicio come nessun altro libro ha fatto da quando lessi Bergson durante la prima guerra mondiale. Come ha fatto a vivere 40 anni senza che io abbia sentito parlare di lei? La mia sensazione è che sia un capolavoro della più grande genialità.”

Aggiunse: “L’Inghilterra dovrebbe vergognarsi davvero, se non venisse pubblicato”

Dopo la pubblicazione dell’ Ordinamento, Harding scrisse altri otto libri, più brevi, mirati ad un pubblico più ampio. Affrontano tutti lo stesso tema, cioè che l’identità più centrale, l’essere più intimo, è accessibile immediatamente tramite l’esperienza diretta; vuoto, semplice e silenzioso in sé, contiene e manifesta tutte le forme, i colori, i suoni e le complessità di un mondo in continuo cambiamento. Identificò questa percezione con la Faccia Originale dello zen, con il sé della Vedanta, e con quel “sembiante divino,” (letteralmente, l’essenza vitrea) che, come ci dice Shakespeare, l’uomo “ignora proprio quello che gli è più garantito”.

Harding aveva una voce risonante, una presenza benigna e un senso d’umorismo delizioso. I suoi workshop lo portarono in tutto il mondo.

Alan Rowlands

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